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DAL MATTINO DEL 25 SETTEMBRE 2008 - L'INVIATO: ANTONIO PISANI Casale: la Caritas un avamposto di legalità senza le istituzioni
«Solo bugie nella lettera inviata a Maroni»
Sull’uso dell’Esercito è scontro tra il sindaco
Nuzzo e il ministro della Difesa Ignazio La Russa. Il primo
cittadino di Castelvolturno ha affermato di essere «d’accordo con la
decisione del Governo di inviare i militari» ma di temere che «a
pagare nella loro vita quotidiana siano i cittadini e gli operatori
commerciali». Il ministro ha risposto che «la gente per bene non ha
paura dei militari e delle forze dell’ordine». Polemica aspra, anche
se circoscritta al territorio castellano, quella scatenata invece da
otto consiglieri comunali dell’opposizione che, in una lettera
inviata martedì al ministro Maroni, con il pieno appoggio del
senatore del Pdl Gennaro Coronella, hanno parlato di «convivenza
impossibile a Castelvolturno tra le due comunità di italiani e di
immigrati», paventando il rischio di reazioni violente da parte
degli «indigeni», e definendo il sindaco Francesco Nuzzo sottomesso
al volere dei «teppisti extracomunitari». Nuzzo, quasi costretto,
ribatte così a muso duro accusando gli otto consiglieri di aver
redatto un documento che «non contiene una sola parola di condanna
della camorra che ha perpetrato la strage di giovedì 18 uccidendo
sette persone a Castelvolturno; questo silenzio dovrebbe farli
vergognare». Argomentazioni che tracciano un solco profondo tra i
due schieramenti dopo qualche giorno in cui la «Politica», con le
sue speculazioni, sembrava dovesse rimanere confinata nei palazzi
romani. «Quando si hanno responsabilità di governo - afferma Nuzzo -
e anche l’opposizione ne ha, bisogna avere il coraggio della
moderazione e della verità, bisogna saper valutare i propri
comportamenti e le conseguenze che possono produrre. Il documento -
affonda il primo cittadino - contiene menzogne, adombrando una
connivenza del sindaco e del questore con i manifestanti e tende a
cancellare il lavoro difficile svolto dalle forze dell’ordine».
Nuzzo rivendica poi il ruolo di mediatore avuto durante la giornata
di venerdì quando, rischiando di essere aggredito dagli immigrati
inferociti, scese in strada organizzando poi un incontro in comune
con una delegazione di extracomunitari, cui partecipò anche il
consigliere di minoranza Sergio Luise, ex assessore, uno dei
firmatari delle lettera inviata a Maroni. «Non ci sono stati
comportamenti deboli dello Stato nei confronti dei facinorosi -
spiega - ma una saggia valutazione complessiva della situazione.
Come è facile parlare e come è difficile, invece, essere lì, in
prima fila, e a fatti conclusi, da “sindaco”, da “uomo”, da “solo”,
ad affrontare i manifestanti». Quel «solo» che il sindaco evidenzia
è come una freccia lanciata verso l’opposizione; non però una
freccia avvelenata, ma quasi un’ulteriore, forse un’ultima richiesta
di collaborazione in un momento di crisi di Castelvolturno. «La
città - è l’auspicio del sindaco - può, partendo dal trauma di
questi giorni, vivere un sussulto forte, avviare un convinto
processo di reazione e provare, aiutata dalle forze dello Stato, a
riprendersi il suo territorio e il suo futuro». |