IMMIGRAZIONE, MONS. MARCHETTO: NO A REATO CLANDESTINITA'lunedì 2 giugno 2008 13.43

Gli immigrati clandestini "non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa". Lo ha affermato il segretario del Pontificio Consiglio per la Pastorale dei migranti intervistato dalla Radio Vaticana a Nairobi, in Kenya, in occasione del Congresso panafricano dei delegati delle Commissioni episcopali per le migrazioni, sul tema "Per una migliore pastorale dei migranti e dei rifugiati in Africa all'alba del terzo millennio". "Ho appena studiato - ha detto l'arcivescovo - il Progetto di Direttiva del Parlamento Europeo e del Consiglio recante norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di Paesi terzi soggiornanti illegalmente, attualmente in fase di elaborazione e la Relazione su tale Proposta, con molti distinguo e con impegno a migliorare il testo dal punto di vista del rispetto dei diritti umani degli immigrati, nelle varie loro espressioni, e specialmente dei rifugiati, dei minori. E debbo comunque dire, e così arriviamo all'Italia, però inserita nel contesto europeo, nell'impegno cioè ad avere una politica comune in materia di migrazione che io chiamo 'irregolarè, che mi ritrovo personalmente nell'opinione espressa dalla minoranza, a Bruxelles, e cioè che i cittadini di Paesi terzi, come cittadini comunitari, non dovrebbero essere privati della libertà personale o soggetti a pena detentiva a causa di un'infrazione amministrativa".