IL VENERDI SANTO DELLA CHIESA DI CAPUA

una riflessione spirituale sugli avvenimenti  seguiti alla strage di San Gennaro

La strage di San Gennaro e tutto quello che ad essa è seguito ha rappresentato uno dei momenti più bui della storia di Castel Volturno. Sarebbero dovuti bastare quei poveri corpi trucidati a tacitare ogni impulso disordinato ed ogni passione scomposta, e invece appena hanno cessato di parlare le armi degli assassini hanno incominciato a far fuoco le lingue incontenibili dei tribuni di ogni genere. “la lingua uccide più della spada…” Sono le Parole della Bibbia che risuonano attuali e brucianti in queste ore di tenebra che vive la comunità di Castel Volturno. E così dopo il sacrificio cruento della vite umane è incominciato quello spirituale della Chiesa di Capua, un vero e proprio  Venerdi Santo. Così come il Giovedi iniziarono le ultime ore di Nostro Signore segnate dal tradimento dei suoi, dagli sberleffi dei soldati e gli oltraggi della folla, quella tragica notte di giovedi 18 settembre ha avuto inizio per la nostra comunità cristiana uno spirituale triduo pasquale.   Come non rivedere, infatti, nella squallida cronaca degli avvenimenti di Castel Volturno una perversa manifestazione del maligno che sferra il suo ultimo e più efferato attacco. Forse non è stato abbastanza approfondito il legame che unisce la recente storia del nostro territorio all’influenza del “maligno”. Può certamente apparire una visione intrisa di uno spiritualismo anacronistico del tutto estraneo al pensiero moderno. Eppure nel nostro territorio non si era mai verificato un oltraggio così sfrontato e volgare diretto al capo della Chiesa, cioè al rappresentante di Cristo fra noi. Abbiamo tutti visto con quanta leggerezza alcuni giovani ostentavano slogan e manifesti nei quali si offendeva il Vescovo di Capua con parole irripetibili, con la stessa voluttà sacrilega ed il riso satanico dei soldati romani e della plebe di Gerusalemme. “Come agnello condotto al macello…” Gesù era fatto segno di ogni umiliazione pur essendo l’innocente ed il giusto per eccellenza. I soldati e la plebe tuttavia non sapevano quello che facevano (“Padre perdona loro che non sanno quel che fanno”), ma i capi del Sinedrio avevano ben architettato ogni cosa per mettere Gesù a morte e liberarsi di uno scomodo personaggio che metteva a nudo le loro responsabilità e la loro ipocrisia. Come non rileggere in questa chiave biblica anche il Consiglio Comunale di Castel Volturno nel quale si doveva votare una documento unitario contro la camorra boicottato da alcuni consiglieri  con il pretesto di includere una mozione di chiusura del Centro Fernandes, una struttura di carità innocente e mansueta. Un abile e satanica mossa che ha trasformato quel Consiglio in un moderno sinedrio dove alcuni sommi sacerdoti si strappano le vesti preziose, ricavate dallo sfruttamento sistematico della credulità popolare, per condannare l’innocente Gesù con il pretesto che aveva osato proclamarsi “Figlio di Dio”. In effetti non era la bestemmia a turbare il loro animo corrotto, ma la paura di perdere un potere conquistato tenendo il popolo soggiogato nell’ignoranza e nel servilismo. E’ la Verità che li spaventava. E’ la Verità che spaventa anche i tanti Pilato che si affacciano ancora sulla scena di questo ingiusto tribunale di Castel Volturno. Quella Verità che è tanto più nascosta quanto più è sotto gli occhi di tutti. Non c’è cosa più difficile da spiegare, infatti che i concetti semplici. Essi predicavano l’attesa di un Messia che era davanti ai loro occhi, ma non lo riconoscevano perché non gli piaceva. Il problema di Castel Volturno è davanti agli occhi di tutti, ma molti fanno finta di non capire perché non gli piace o non gli conviene. E’ più facile credere e far credere che c’è una colpa sola, un solo responsabile che possa pagare per tutti senza scomodare nessuno nelle sue certezze e nei suoi interessi. E’ un boccone troppo ghiotto da dare in pasto alla folla inferocita che da quando il mondo è mondo va sempre in cerca di un capro espiatorio che gli semplifichi la vita e dia sfogo alla sua rabbia.

Se non aggiungiamo anche questa dimensione spirituale a tutte le infinite analisi sociologiche che sono state fatte in questi giorni  non potremo mai comprendere a pieno l’immenso dramma che sta vivendo il nostro popolo. In questo solo la Chiesa può esserci di luce, di guida e di sostegno offrendo se stessa come sacrificio per il riscatto di tutti. E’ forse questo il senso del Venerdì di passione a cui il Signore la sta chiamando per purificare un territorio troppo devastato dal male. Occorre dunque rifuggire la tentazione di scappare o di ribellarsi che pure si presenta prepotentemente alla ragione ed al cuore.

Anche noi umilmente dobbiamo concludere con la preghiera: “ Padre perdona loro che non sanno quello che fanno” e sforzarci di imitare il Signore Gesù che accetto’ ogni sofferenza per il nostro bene così come ce lo descrive il cardinale Caffarra in questa bellissima meditazione.

Gesù si sentì «addosso» il peccato: non solo il mio, il tuo, ma tutti i peccati commessi da Adamo fino alla fine del mondo. E’ questa la vera passione di Cristo. “Non faceva differenza, in questo momento, il fatto che non li avesse commessi lui; erano suoi perché se li era liberamente assunti: egli portò i nostri peccati nel suo corpo (1Pt 2,24); Dio lo trattò da peccato, in nostro favore (2Cor 5,21). “E’ l’intero genere umano con le sue innumerevoli colpe, con tutta la sua perdizione, a pesare sul Figlio di Dio fatto uomo: è con tutta questa maledizione che Egli sta davanti al Padre, mentre passa davanti al Sinedrio, davanti ad Erode, davanti a Pilato, davanti alla folla”. E’ in questa condivisione che noi siamo stati salvati, perché Egli si è abbandonato al Padre. “E’ questa misteriosa coincidenza fra “peccatore” e “Figlio” la vera passione di Cristo. Quando ci poniamo di fronte alla passione di Cristo, non dovremmo mai cessare di dire: è stato a causa del mio peccato!