DAL MATTINO DI CASERTA DEL 15-12-2009

Daniela Volpecina. L'amministrazione Petteruti rompe gli indugi sul futuro del centro sociale ex canapificio di Caserta e - in un'aula consiliare gremita - conferma il suo sostegno al progetto regionale che prevede la realizzazione, in viale Ellittico, di un centro polifunzionale di assistenza e orientamento all'immigrazione. L'occasione è fornita da un ordine del giorno presentato nel corso della seduta consiliare di ieri pomeriggio dal consigliere del Pdl, Marco Cerreto, in cui l'ex alleanzino si interroga sulla validità del progetto e in particolare sulla localizzazione della struttura che dovrebbe sorgere nei pressi della Reggia vanvitelliana. Un sito, ritenuto dall'opposizione, assolutamente non idoneo: «Non siamo contrari all'idea di dar vita ad un centro per gli immigrati - sottolinea nel suo intervento Cerreto - semplicemente riteniamo che realizzarlo a pochi metri dal monumento più importante della città penalizzerebbe il turismo». Più dura la consigliera Teresa Ucciero che stigmatizza il mancato passaggio del progetto in consiglio comunale: «Questo documento - ha dichiarato - stride con quanto previsto dal piano di orientamento strategico che ha definito Caserta una città a vocazione turistico-culturale. Sarebbe utile sul piano tecnico capire come verrà motivato l'impiego dei fondi Pon (programma operativo nazionale) per la sicurezza in un'area che ha usufruito dei finanziamenti europei per finalità turistiche». Ma la replica della maggioranza non si fa attendere. Dai banchi del centrosinistra è il consigliere del Prc, Antonio Dell'Aquila, a difendere le scelte dell'amministrazione e a ribadire con forza che «il progetto è perfettamente in linea con le attività portate avanti dal centro sociale ex Canapificio negli ultimi undici anni senza che nessuno lamentasse disagi alla città o qualsivoglia ostacolo al turismo». In aula anche una nutrita delegazione dell'associazione e soprattutto tanti immigrati che hanno applaudito la scelta della maggioranza di respingere l'ordine del giorno di Cerreto. «Questo documento - ha poi dichiarato Vincenzo Fiano del centro sociale - rischiava di innescare seri equivoci su una vicenda sulla quale negli ultimi mesi si è fatta molta disinformazione. Gli stessi consiglieri comunali sembravano poco informati sul progetto che peraltro è stato pubblicato anche sul Burc». E in merito alle obiezioni sulla sicurezza mosse dagli esponenti del centrodestra ha aggiunto: «La sicurezza sociale parte dalla battaglia per i diritti civili e per l'integrazione portata avanti nell'ultimo decennio da questa associazione». Il clima, più che teso, registrato ieri in aula tra i due schieramenti si è inasprito ulteriormente in serata quando sono emerse le prime crepe tra i banchi della maggioranza. Ad accendere la miccia è stato il disinteresse mostrato dal centrosinistra nei confronti della mozione sul mantenimento dei crocifissi in aula presentata dal consigliere del Pd, Gabriele Amato. Il documento snobbato dallo stesso Pd e da gran parte della maggioranza è stato approvato solamente grazie ai voti del centrodestra. Spaccature evidenti anche sulle variazioni di bilancio. La decisione dell'amministrazione di accendere nuovi mutui per un valore complessivo di circa diciotto milioni di euro non ha convinto l'Idv e parte del Pd che hanno preferito astenersi o uscire dall'aula. Le delibere hanno ottenuto il via libera «solo grazie ad una opposizione sfilacciata e poco compatta», come osserverà più tardi, in modo molto critico, il consigliere di minoranza Nello Spirito. Via libera infine anche al progetto definitivo per la realizzazione della variante in piazza della Seta a San Leucio e ad alcune variazioni apportate dalla giunta al Piano triennale delle opere pubbliche. La mancanza del numero legale ha fatto slittare infine la discussione su piano strategico, stazione unica appaltante, anagrafe pubblica degli eletti e altri argomenti.