DAL MATTINO DEL 19-12-2008

TINA CIOFFO In bici per il riscatto civile e culturale. Ieri dal liceo scientifico di San Cipriano D'Aversa, in via Acquaro, tra alunni e docenti ne sono partiti più di cento. Hanno sfidato il cattivo tempo e hanno pedalato fino a Castelvolturno per rendere omaggio, al chilometro 43 della Domitiana, ai sei ghanesi uccisi il 18 settembre scorso dal gruppo di fuoco guidato dal camorrista Giuseppe Setola. Hanno pregato, recitato delle poesie scritte da loro e sono tornati indietro sotto la pioggia battente verso Casal di Principe, davanti al circolo ricreativo dove, il 5 ottobre, fu ucciso Stanislao Cantelli, colpevole solo di essere lo zio di due collaboratori di giustizia. Hanno lasciato dei cartelli e puntato il dito contro il lassismo politico, etico e morale. Un pullman e alcune auto hanno accompagnato chi non ha potuto partecipare in bicicletta. Ad aspettarli però, non c'era nessuno: non c'erano gli amministratori di Casale nè quelli di Castelvolturno, assenti anche i cittadini. Con loro solo le forze dell'ordine di scorta lungo tutto il tragitto. L'iniziativa annunciata per ben due volte era stata rinviata a causa del maltempo. Ritardi che ai ragazzi erano costati come un mancato impegno ed è per questa ragione che ieri non hanno voluto demordere. A scuola non si sarebbe fatta lezione perché l'istituto era senza acqua e senza energia elettrica ma piuttosto che tornarsene a casa o andare in giro per centri commerciali come di solito si usa, i liceali hanno scelto di dar seguito al «Mo-tu Proprio», titolo dato a una sorta di manifesto culturale, primo esito di un inedito movimento sociale che da alcune settimane sta vivendo tra le mura dell'istituto. «Il dovere di lealtà - scrivono - ci impone di riconoscere che la situazione in cui ci troviamo è una nostra responsabilità individuale e collettiva». Citano Hannah Arendt per dire «come il male più terrificante, quale si manifestò nello sterminio degli ebrei, possa essere la conseguenza dell'agire di persone ordinarie, quando esse rinunciano a pensare».