Sabato 11 giugno 2011 Castel volturno è stato scosso da una terribile tragedia. Alla piccola Mary è stata brutalmente tolta la vita.


Ora è il momento di reagire proclamando che il destino del mio fratello e della mia sorella, di qualunque razza o lingua siano, mi interessa, fa parte anche della mia vita.
La tragedia che ha colpito tutta la famiglia della piccola Mary ha ferito anche la comunità di Castelvolturno.

La morte violenta di Mary ha fatto emergere ancora una volta il disagio sociale che pervade il nostro territorio e le limitate risorse messe a disposizione per contrastarlo.
Ora non è tempo di fare sterili proclami e di inutili crociate, è necessario ritrovare la coesione sociale che tuteli la dignità di ogni individuo, secondo i diritti e doveri che competono a ciascuno, per percorrere i cammini della fratellanza e della convivenza tra le varie culture, convivenza nella diversità che è un dono che abbiamo tra le mani ma che non sappiamo capire e far fruttare.
Prevenire è da sempre la miglior cura, quindi chiediamo:
- che siano potenziati i servizi sociali sul territorio senza pensare che la risposta possa essere esclusivamente il rafforzamento della sicurezza,
- che non si combatta solo la paura ma si costruiscano i presupposti perché il timore di vivere la nostra terra venga meno,
- che le risorse siano investite non solo per difendere la cittadinanza ma soprattutto per crearne una nuova,
- che ci sia maggior impegno e partecipazione da parte di tutti perché è qui che si svolge la nostra esistenza.
Amiamo questo territorio e i tutti suoi abitanti!
Solamente con le nostre forze costruiremo una credibile e reale società della tolleranza e della verità, e solo se lo vogliamo: vogliamo davvero ricordare Mary e non lasciare che, passata la fase della giusta emotività, tutto ritorni come prima, due mondi a parte? Vogliamo far si che da questa tragedia possa sbocciare il fiore della vita e vita per tutti?

Preghiamo:
Tu che abiti al riparo dell’Altissimo
E dimori all’ombra dell’Onnipotente dì al Signore
“Mio rifugio e mia fortezza, mio Dio in cui confido”.
L’Altissimo ti coprirà con le sue penne, sotto le sue ali troverai rifugio
come un’aquila custodisce la sua nidiata.
Padre custodisci Mary sotto le tue ali materne.
Concedile la pace affinché possa trovare in Te la vita bella senza fine che la morte così violenta le ha strappato.
Concedile pace e serenità per sempre.
Consola quanti piangono la sua morte, quanti si domandano il perché senza trovarne una evidente spiegazione, e quanti si sentono impotenti di fronte a questa tragedia.
Liberaci da ogni forma di pregiudizio,
da ogni forma di egoismo, dal sospetto e dalla sfiducia,
dall’indifferenza, dalla paura di incontrarci e dallo stare passivamente a guardare.
Questo fiore profumato troppo presto reciso, possa essere la semente di un rinnovato impegno
a costruire insieme una cittadinanza attiva che partecipa al suo futuro,
a costruire una casa dove le porte e le finestre siano sempre aperte all’incontro e alla condivisione
e a formare una famiglia dove sia più forte ciò che ci unisce di ciò che ci divide.
Ti chiediamo o Padre, che questa tragedia che ha colpito la nostra comunità faccia sorgere segni di rinnovata solidarietà e fraternità tra tutte le persone che vivono in questo nostro amato territorio.
Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore
Amen