20/11/2008

Fernandes, mozione bocciata per un voto

Un time-out per rasserenare gli animi ieri sera al Consiglio l’ha offerto un'inatteso black-out dell'energia elettrica, che alle 21 ha fatto piombare Castelvolturno nel buio più totale, compresa l'aula consiliare.

VINCENZO AMMALIATO Nove consiglieri contro otto. Un solo voto di differenza; con il minimo scarto il consiglio comunale di Castelvolturno ha respinto la richiesta del gruppo di minoranza del centrodestra relativo alla chiusura del centro d'accoglienza per immigrati «Fernandes». Gli otto consiglieri d’opposizione, tutti presenti, hanno espresso, come previsto, il loro voto favorevole. Meno compatta la maggioranza, con due consiglieri assenti, circostanza che non ha preoccupato inizialmente il sindaco Nuzzo, essendo presenti tra i banchi dieci consiglieri. Ma al momento del voto per alzata di mano, la sorpresa che ha gelato per un attimo l’aula, facendo temere il peggio a Nuzzo, che in questi giorni si era speso per ricompattare le sue file: il consigliere Pietro Paolo Giardina si è astenuto: «Ritengo - ha detto - che il consiglio non sia legittimato a votare questa proposta. Piuttosto dovrebbe essere l'intera cittadinanza di Castelvolturno a esprimersi, tramite un referendum popolare». Il profilo di illegittimità della proposta di Scalzone è stato rimarcato da tutti i consiglieri del centro-sinistra intervenuti al dibattito. È stato lo stesso sindaco Nuzzo a citare una legge che vieta interferenze specifiche. «Peraltro - ha detto il primo cittadino durante il suo intervento - personalmente non accetto l'equazione che fanno i consiglieri di minoranza “Fernandes uguale immigrazione clandestina”. Il problema legato agli extracomunitari irregolari sul territorio esiste ed è grave, ma va risolto - ha concluso Nuzzo - non chiudendo il Fernandes». Di taglio completamente opposto gli interventi dei consiglieri del centro-destra. Addirittura, il forzista Sergio Luise ha chiaramente detto al termine del suo intervento che «per il Fernandes ci vorrebbero le ruspe». Il consigliere Ferdinando Letizia, invece, ha invitato la Curia a spostare il centro per gli immigrati da Castelvolturno a Capua. Mentre il promotore della richiesta, Antonio Scalzone, ha ribadito che il centro Fernandes va chiuso perché a chiederlo è la maggioranza dei cittadini del litorale. «Tra breve - ha detto Scalzone - la petizione popolare da noi proposta due settimane fa, che invita i cittadini di Castelvolturno a votare per la chiusura del Fernandes, arriverà a tremila adesioni. E in zona non ci sono certo tante persone razziste. Piuttosto, sulla Domiziana vive tanta gente esasperata, che da un paio di mesi a questa parte si vergogna di essere di Castelvolturno». La parola “razzismo” indirizzata ai consiglieri del centro-destra, invece, è stata più volte gridata dai banchi della maggioranza. «Vi ostinate in modo così veemente contro il Fernandes, una struttura che al massimo può ospitare trenta immigrati - ha detto il consigliere Dimitri Russo del Pd - quando in una sola villa di Destra Volturno si possono trovare molti più extracomunitari, e per questo non spendente alcuna parola». Tensione, urla, imbarazzi, scherno, offese del tutto gratuite. Quando si parla d'immigrazione clandestina nel consiglio comunale di Castelvolturno, difficilmente i toni riescono a essere pacati, e di soluzioni condivise nemmeno l’ombra. Fischi anche quando il sindaco ha mostrato i fax giunti nella giornata di ieri al Comune da tutta Italia a favore del Fernandes, come auspicato dal medico volontario Renato Natale che martedì aveva lanciato un contro-petizione a favore del centro. Fra i messaggi di solidarietà, quelli del presidente della provincia De Franciscis che ha definito «vergognosa la mozione del Pdl» e del segretario provinciale del Pd Enzo Iodice. per cui «chi invoca la chiusura della struttura non ne conosce la storia e l’attività». Alle 22 il consiglio è terminato. Gli scontri fra i consiglieri di maggioranza e opposizione sono continuati anche fuori del palazzo.