Napoli mi ha adottato e salvato

"Napoli mi ha adottato e salvato", se non avessi trovato l’aiuto di Emergency e di tutti i medici che si sono presi cura di me oggi il mio destino sarebbe segnato».

IL MATTINO DEL 15-06-2022 

Isaac Sow, cinquantenne ghanese, è stato operato nel centro Trapianti di fegato del Cardarelli di Napoli. «Isaac è arrivato in Italia 20 anni fa - interviene Sergio Serraino, coordinatore dell’ambulatorio dell'associazione con sede Castel Volturno - non ha mai smesso di lavorare nei campi o nei cantieri edili pur di sostenere a distanza la sua famiglia. Con questo trapianto è come se gli fosse stata data una nuova vita». L’uomo si era rivolto per la prima volta a Emergency nel 2019 a causa di un ittero. Da quel momento, la sua storia clinica non ha fatto che complicarsi, sino alla diagnosi di una rara malattia di fegato: la colangite sclerosante primitiva. Una patologia con la quale Isaac ha cercato di convivere, ma negli ultimi 3 mesi le sue condizioni si sono aggravate. L’uomo, sino a quel momento seguito in day hospital dai medici del Cardarelli Alfonso Galeota Lanza e Debora Angrisani, è stato quindi seguito anche dall'Epatologia diretta da Giovan Giuseppe Di Costanzo e successivamente operato dalle equipe di chirurghi di Gianni Vennarecci con gli anestesisti rianimatori diretti da Ciro Esposito. «Prenderci cura di chi ha bisogno - spiega il direttore generale Giuseppe Longo - è il nostro compito, ancor più se si tratta di donne e uomini che hanno vissuti tanto complessi. Il Cardarelli ancora una volta ha dimostrato di avere professionisti di grande valore e dall’enorme spessore spessore umano». A mettere in luce il lavoro portato avanti in questi anni anche il direttore sanitario Giuseppe Russo: «Quella del centro Trapianti di fegato è un’attività straordinaria, fiore all’occhiello di un’azienda ospedaliera». L’intervento di Isaac, eseguito il 2 giugno,  è andato per il meglio, nei prossimi giorni l’uomo potrà essere dimesso. Grazie all’impegno di Emergencysarà poi ospitato nel centro Fernandes  di Castel Volturno (dell’Arcidiocesi di Capua) dove avrà una sua stanza e un servizio di mensa dedicato. «Stiamo partendo anche con un nuovo progetto che prevede assistenza infermieristica domiciliare - aggiunge Serraino - e Isaac certamente vi rientrerà». Isaac, in videochiamata con il Ghana, ha rivisto la figlia Ofelia e sua moglie. «Il mio sogno - ha rivelato al personale medico - sarebbe quello di poter far incontrare la mia famiglia a tutte le persone che mi hanno aiutato. Anche perché, se così fosse, dopo vent’anni potrei riabbracciarli».